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Il problema delle aspettative

Aggiornato il: 14 ago 2020

Il consulto e specialmente la previsione astrologica si scontrano inevitabilmente con il complesso problema delle aspettative del consultante. In realtà il problema coinvolge anche chi fa il consulto, e naturalmente il consulto che ciascun praticante dell'astrologia fa a se stesso. Questo aspetto è tanto più rilevante per l'Astrologia Attiva e per chi pratica le rivoluzioni solari mirate (RSM): dove sta l'effetto che si andava cercando con una certa RSM? Molto spesso l'effetto è del tutto palese, altre volte, specialmente quando c'è l'aspettativa di qualcosa di molto ben definito, subentra un senso di delusione.


Il problema delle aspettative, già trattato anche da Ciro Discepolo in varie pubblicazioni, nasce dalla divergenza tra quello che ci si aspetta come manifestazione di un certo ordine simbolico, e la sua manifestazione effettiva. Un complesso simbolico si può manifestare in tanti modi diversi. Per esempio un Giove in terza casa può portare a un successo editoriale, o a un nuovo mezzo per la comunicazione, o a un nuovo veicolo per gli spostamenti, oppure a eventi molto positivi che riguardano i fratelli o la parentela laterale in genere. Tutte cose molto diverse fra loro. Una Venere in quinta non porta necessariamente a una storia d'amore da favola. Forse non porta affatto un nuovo partner, né fa riapparire quello di prima, ma potrebbe invece avere molto a che vedere con un nuovo modo di intrattenersi, nuovi giochi o hobby, o un migliorato rapporto con i figli, oppure ancora eventi lieti che riguardano proprio i figli, o il partner.


Non siamo noi a decidere come un determinato complesso simbolico si manifesterà, anche se abbiamo cercato di fare in modo che gli eventi vadano in una certa direzione. In questo caso bisogna fare molta attenzione al tipo di simbolismo al quale possiamo ricondurre gli eventi e gli umori di un periodo astrologicamente determinato. Bisogna il più possibile riconoscere le nostre aspettative, per poterle poi più facilmente classificare come limiti alla nostra comprensione degli eventi che ci accadono. La nostra esistenza è molto più ricca e complessa di quello che l'io cosciente pensa e pianifica, e il simbolismo astrologico si può manifestare in aree che l'io cosciente in questo momento non sta considerando come tali, anche se magari si riveleranno nel lungo periodo come le basi di un cambiamento radicale.

La tendenza a non riconoscere l'espressione del simbolo quando essa si manifesta in aree ritenute secondarie dall'io cosciente si manifesta spesso quando il consultante usa l'espressione "non è successo nulla". Tuttavia, nel corso di un intero anno di rivoluzione, non è possibile che non succeda nulla nella vita di un soggetto. Il consultante sta solamente esprimendo una netta focalizzazione su alcuni settori specifici della vita, e su alcuni risultati che vuole ottenere. Se questi eventi specifici in settori specifici non si sono verificati, la sensazione che non sia successo nulla affiora inevitabilmente. Ma non è così, e a un attento contro-interrogatorio si scopre immancabilmente che si sono verificati invece molti eventi, anche importanti, che il consultante ha semplicemente "messo da parte" nella sua mente. Tipico il caso di un consultante che si è "dimenticato" di aver trascorso un mese in ospedale, archiviando un evento del genere come parte del "nulla".

Certamente ci sono anche anni in cui non ci sono grandi eventi fondamentali che modificano completamente la nostra vita. Questo è normale e anche necessario se vogliamo che la nostra esistenza abbia una qualche forma di stabilità. Però questo non significa che il simbolo astrologico, per esempio di una RSM, non si è espresso. Se la rivoluzione solare ci fornisce la "prima pagina" di un immaginario giornale dell'anno, bisogna pur ammettere che non tutti i giorni ci sono accadimenti e notizie straordinarie, altrimenti non sarebbero affatto stra-ordinarie, ovvero fuori dall'ordinarietà.


Ci sono due cose che si possono fare per ovviare almeno parzialmente al problema delle aspettative. In primo luogo, tenere un diario, e particolarmente un diario astrologico. Nell'era dei computer, basta un file di Word nel quale registrare almeno una volta alla settimana quello che sta accadendo attorno a noi. Tenere un registro degli eventi della settimana è molto più facile che fare l'anamnesi di un anno. Rileggendolo a distanza di tempo, avremo un panorama più dettagliato degli eventi a ogni passo del periodo considerato, sfuggendo almeno in parte al problema qui considerato. Una seconda cosa che si può fare facilmente, in connessione con il diario, è un attento monitoraggio del simbolismo delle rivoluzioni lunari e della loro manifestazione. Le rivoluzioni lunari (RL) hanno una durata di soli 28 giorni circa ed è quindi relativamente facile ricapitolare gli eventi di sole quattro settimane, e cercare di capire (o persino anticipare) come essi si ricolleghino a certe posizioni astrologiche. Le RL hanno un effetto relativamente blando, nel senso che una RL non può generare eventi di grande portata, ma ha pur sempre un effetto palpabile per chi lo voglia cogliere. Proprio in questa sensibilità sta una possibile attenuazione, se non una vera e propria soluzione, al problema delle aspettative, sul quale ci sarà senz'altro occasione di tornare.

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